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26 maggio 2015
Comunicazione GAFI

Appello nell’ambito della lotta contro l’organizzazione terroristica “Stato Islamico”

Per quanto concerne la lotta contro l'organizzazione terroristica che si fa chiamare «Stato Islamico» (IS), il Gruppo d'Azione Finanziaria Internazionale GAFI – considerati il regime di sanzioni dell'ONU attualmente in vigore e le nuove risoluzioni 2170 del 14 agosto 2014 e 2178 del 24 settembre 2014 emanate dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite – ha istituito un gruppo di lavoro con il compito di esaminare le fonti di finanziamento dell’IS, i flussi finanziari e l'impiego dei mezzi a livello internazionale.

 

La risoluzione 2170 del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite riguarda le fonti di finanziamento dell'IS, in particolare la vendita di greggio, i sequestri di persona e il commercio in metalli preziosi, droga, armi e altri beni con organizzazioni e persone figuranti sulle liste delle sanzioni. La risoluzione 2178 prevede, tra l'altro, che il finanziamento dei cosiddetti «foreign terrorist fighter» – compresa la loro preparazione a viaggi e le attività a ciò collegate – debbano essere perseguiti penalmente.
Il 12 febbraio 2015 il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha emanato la risoluzione 2199. Il paragrafo 23, che specifica l'aspetto operativo di questa risoluzione, ha il seguente tenore:

 

«23. Urges Member States to take steps to ensure that financial institutions within their territory prevent ISIL, ANF or other individuals, groups, undertakings or entities associated with Al-Qaida from accession the international financial system;»

 

Il 27 febbraio 2015 il GAFI ha pubblicato sul proprio sito la relazione sul finanziamento delle attività del gruppo terroristico «Stato Islamico» e una propria dichiarazione in merito. Nella relazione sono illustrati i meccanismi e le modalità usati dall’IS per finanziare le proprie attività.

 

Dalla relazione emerge in particolare l'impiego di «Electronic Funds Transfer» (EFT), ovvero transazioni elettroniche di denaro tramite canali bancari, e l'utilizzo di altri canali di transazione nell’ambito dei Money Value Transfers System (MVTS) per trasferire denaro e valori in zone geograficamente vicine ai territori in cui opera l'IS oppure a beneficiari figuranti sulle liste delle sanzioni.

 

La FINMA sollecita tutti gli intermediari finanziari, in particolare banche e money transmitter, a tenere conto delle suddette informazioni nella sorveglianza delle proprie transazioni ed esorta gli organismi di autodisciplina riconosciuti a informare tutti i membri che operano nel settore del trasferimento di denaro e valori.