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09 settembre 2016
Notizia

Rapporto sulla trasparenza nella previdenza professionale privata La domanda di assicurazioni integrali supera le capacità degli assicuratori sulla vita

Nel 2015 il volume dei premi raccolti dagli assicuratori sulla vita privati svizzeri nell’ambito della previdenza professionale è ammontato a 24,8 miliardi di franchi. Rispetto all’anno precedente, la crescita del volume, pari allo 0,7%, si è più che dimezzata. Ciò rispecchia la minore capacità e disponibilità degli assicuratori sulla vita a concludere nuovi affari nell’assicurazione integrale. Complessivamente, gli assicuratori sulla vita hanno conseguito redditi dell’ordine di 8,5 miliardi di franchi. Il 92,5% di questo importo è stato distribuito agli assicurati. Il livello dei tassi d’interesse sceso ai minimi storici pone gli assicuratori sulla vita di fronte a grandi sfide.

Gli otto assicuratori sulla vita che operano nella previdenza professionale per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità e sono assoggettati alla vigilanza dell’Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari FINMA svolgono un ruolo importante: gestiscono circa un quinto di tutti i fondi previdenziali (192 miliardi di franchi su un totale di 967 miliardi di franchi, stato fine 2014), assicurano quasi la metà dei quattro milioni di assicurati attivi e versano le rendite spettanti a circa un quinto degli 1,07 milioni di pensionati (stato fine 2014). Gli assicuratori assumono, interamente (assicurazione integrale) o parzialmente (riassicurazione dei rischi), la copertura dei rischi e la gestione dei fondi previdenziali degli istituti di previdenza. Nel 2015 il volume dei premi raccolti dagli assicuratori sulla vita ha registrato una crescita minima (0,7%). Infatti, sempre più spesso gli assicuratori sulla vita limitano l’accesso a nuovi affari per l’assicurazione integrale. Nessun assicuratore offre capacità supplementari e dall’entrata in vigore della LPP non si annoverano nuovi operatori. La reticenza degli operatori è probabilmente dovuta all’elevata intensità di capitale dell’attività, alle possibilità di guadagno limitate a causa dei vincoli di legge nonché al livello elevato delle aliquote di conversione e dei tassi minimi d’interesse obbligatori. Di conseguenza, molti istituti di previdenza non trovano più alcuna soluzione di assicurazione integrale. In questo settore, la domanda supera l’offerta.

Il 92,5% dei proventi è stato ridistribuito agli assicurati

Nel 2015, nei processi di risparmio, di rischio e dei costi gli assicuratori sulla vita privati che operano nella previdenza professionale hanno conseguito complessivamente proventi dell’ordine di 8,5 miliardi di franchi. Il 92,5% di questo importo è stato ridistribuito agli assicurati sotto forma di prestazioni assicurative, incrementi delle riserve tecniche e partecipazione alle eccedenze. La quota minima prescritta dalla legge è del 90% (cfr. scheda informativa sulla quota minima).  

Anche nel 2015 gli assicuratori sulla vita hanno registrato un risultato di esercizio positivo nella previdenza professionale. Il risultato complessivo per le otto società che operano in questo settore è ammontato a 638 milioni di franchi. Il risultato annuo relativo alle operazioni di previdenza professionale confluisce nel risultato di esercizio, dopodiché le imprese decidono in merito al suo impiego.

Processi di risparmio e di rischio: potenziamento delle riserve per garantire le rendite

Nel processo di risparmio, i rendimenti dei risultati d’investimento conseguiti nel 2015 dagli assicuratori sulla vita privati s’iscrivono nella media degli scorsi anni. Tra il 2005 e il 2015, il rendimento netto medio annualizzato degli investimenti di capitale è ammontato al 3,0% all’anno. Se si tiene conto delle variazioni di valore degli investimenti di capitale, nel 2015 la performance è stata dell’1,9%, dopo l’elevato 8,6% del 2014 e un valore percentuale lievemente negativo nel 2013. Queste oscillazioni denotano la forte esposizione degli assicuratori ai rischi legati ai mercati dei capitali. 


Dopo un aumento del 21% nel 2013, nel 2014 l’onere dei sinistri è diminuito del 13% e nel 2015 del 5%. Nel 2015, questo calo associato a una leggera flessione dei premi raccolti si è tradotto in una quota di sinistri del 55% nel processo di rischio. I risultati nel complesso positivi hanno permesso di potenziare di complessivamente 1740 milioni di franchi le riserve tecniche per gli impegni legati alle rendite di vecchiaia e per superstiti. Il livello dei tassi d’interesse sceso ai minimi storici ha eroso il rendimento degli investimenti di capitale. Gli assicuratori sulla vita hanno pertanto abbassato il tasso d’interesse tecnico per il calcolo dei capitali a copertura delle rendite a un livello medio dell’1,6%.

Processo dei costi: ulteriore flessione dei costi pro capite

I costi di esercizio pro capite comprovati sono diminuiti del 5% rispetto all’anno precedente. I costi sono quindi in calo per l’ottavo anno consecutivo. Se nel 2007 i costi pro capite erano ancora di 462 franchi, nel 2015 sono scesi a 337 franchi. 

FINMA garantisce la trasparenza

Per l’undicesima volta, la FINMA presenta un rapporto completo sul conto di esercizio per la previdenza professionale degli assicuratori sulla vita privati svizzeri. Con tale pubblicazione, la FINMA informa in maniera trasparente in merito a importanti cifre chiave, come i costi, la distribuzione e gli investimenti di capitale. I dati mostrano i punti di forza e i punti deboli dei partecipanti al mercato e offrono alle imprese che cercano una copertura previdenziale presso le assicurazioni sulla vita private la possibilità di confrontare le varie offerte. 

Compiti della FINMA

La vigilanza della FINMA mira a garantire la sicurezza e l’impiego conforme alla legge degli averi che sono stati affidati agli assicuratori sulla vita nell’ambito della previdenza professionale. Da un lato, gli impegni assicurativi garantiti sono interamente coperti con elementi patrimoniali del patrimonio vincolato separato. Per quest’ultimo vigono rigide prescrizioni in materia di investimenti per quanto riguarda la qualità degli elementi patrimoniali, la distribuzione del rischio, le categorie d’investimento ammesse, il risk management e la gestione. Dall’altro lato, ogni assicuratore sulla vita deve disporre di sufficienti riserve tecniche, calcolate su basi prudenti, per poter far fronte agli impegni assicurativi in qualsiasi momento. L’obiettivo è garantire una protezione duratura degli assicurati. Non da ultimo, gli assicuratori sulla vita devono costituire capitale proprio per garantire un’elevata salvaguardia dei diritti degli assicurati. Così come per tutti gli altri rami assicurativi, ciò viene determinato mediante il Test svizzero di solvibilità SST. 

 

Definizioni

Processo di risparmio: sul fronte degli oneri, il processo di risparmio comprende la remunerazione degli averi di vecchiaia, la conversione degli averi di vecchiaia in rendite di vecchiaia nonché la liquidazione delle rendite di vecchiaia e per superstiti. In tale processo, i ricavi sono invece costituiti dai redditi netti conseguiti mediante gli investimenti di capitale.


Processo di rischio: nel processo di rischio, gli oneri comprendono il versamento delle prestazioni in caso di decesso e d’invalidità (sotto forma di prestazioni di capitale e rendite), mentre i redditi corrispondono ai premi di rischio raccolti.


Processo dei costi: nel processo dei costi, i ricavi corrispondono ai premi di costo, mentre gli oneri sono costituiti dalle spese per la distribuzione e la gestione di soluzioni previdenziali nonché per le relative prestazioni di consulenza e servizio.


Risultato di esercizio: quota dell’assicuratore sulla vita sul risultato cumulato dei tre processi, dopo che la quota degli assicurati è stata attribuita al fondo delle eccedenze. Il risultato di esercizio serve a garantire la solvibilità e a remunerare i fornitori del capitale proprio.


Rendimento netto degli investimenti di capitale: rapporto tra i redditi contabili al netto delle spese di gestione patrimoniale degli investimenti di capitale e il valore contabile medio degli investimenti di capitale.


Composizione del volume dei premi:

  • averi di vecchiaia conferiti individualmente, prevalentemente al momento dell’entrata in servizio
  • averi di vecchiaia risultanti da nuovi affari e contratti rilevati
  • versamenti unici per rendite di vecchiaia e per superstiti rilevate
  • versamenti unici per rendite d’invalidità rilevate
  • versamenti unici per polizze di libero passaggio
  • premi di risparmio volti a incrementare gli averi di vecchiaia
  • premi di rischio per i rischi di decesso e d’invalidità
  • premi di costo per le prestazioni di gestione, servizio e consulenza

Nei tre processi (cfr. sopra) confluiscono unicamente i premi di rischio e i premi di costo. Tutti gli altri premi vengono accreditati direttamente all’avere di vecchiaia degli assicurati nonché al capitale di copertura dei beneficiari di rendite.


Tasso d’interesse tecnico: tasso applicato per calcolare il capitale di copertura delle rendite. Siccome diventano esigibili solamente nel futuro, le singole rendite devono essere scontate per il periodo di tempo che intercorre tra il versamento e il momento della conversione. Quanto più basso è il tasso d’interesse tecnico, tanto maggiore è il capitale di copertura e di conseguenza la sicurezza delle rendite da versare in futuro.


Previdenza professionale nelle imprese di assicurazione sulla vita

Rapporto sulla trasparenzanel conto di esercizio 2015

Ultima modifica: 30.09.2016 Dimensioni: 0,44  MB
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