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Vigilanza riassicurazioni

I riassicuratori svolgono da tempo un ruolo decisivo nella gestione delle conseguenze finanziarie di grandi sinistri che gli assicuratori diretti non sarebbero in grado di affrontare da soli. L'attività riassicurativa ha un carattere prettamente internazionale. Con più di 60 società sottoposte a vigilanza la Svizzera è un'ubicazione importante per i riassicuratori, come testimoniano l'attuale volume dei premi di circa 28 miliardi di franchi svizzeri, ma anche il fatto che uno dei principali riassicuratori a livello mondiale ha la propria sede nella Confederazione elvetica. Sebbene la Legge sulla sorveglianza degli assicuratori (LSA) imponga ai riassicuratori l'osservanza delle disposizioni ispirate alla nuova filosofia di vigilanza cui sono soggetti anche gli assicuratori diretti, essa tiene tuttavia conto anche delle peculiarità del settore riassicurativo.

Presentazione e compiti della vigilanza riassicurazioni

In Svizzera circa 60 istituti di riassicurazione sono sottoposti alla vigilanza della FINMA; di questi, più di 25 sono riassicuratori professionali, mentre i rimanenti sono riassicuratori captive. Per rendersi conto dell'importanza del settore basta dare uno sguardo alle cifre: i premi lordi annui si collocano attorno ai 28 miliardi di franchi svizzeri e il capitale proprio è considerevolmente aumentato negli anni passati.

L'attività dei riassicuratori si distingue da quella degli assicuratori diretti. La differenza più importante è che i clienti dei riassicuratori sono esclusivamente persone giuridiche. La Legge sulla sorveglianza degli assicuratori (LSA), cui sono soggetti anche i riassicuratori, tiene conto di questa differenza. Nella precedente versione della LSA la distinzione era ancora più marcata, dato che le disposizioni applicabili agli assicuratori diretti si differenziavano in parte notevolmente da quelle applicate ai riassicuratori. La LSA attuale, invece, impone ai riassicuratori l'osservanza delle disposizioni ispirate alla nuova filosofia di vigilanza cui sono soggetti anche gli assicuratori diretti.

Tuttavia, anche la nuova versione della LSA opera alcune distinzioni: le prescrizioni relative al patrimonio vincolato, ad esempio, non valgono per i riassicuratori, ciò significa che essi sono sostanzialmente liberi di investire il loro patrimonio come ritengono opportuno purché si attengano ai principi generali. Per quanto riguarda il Test svizzero di solvibilità (Swiss Solvency Test, SST), tutti i riassicuratori devono applicare un modello interno basato sui principi dell'SST. I riassicuratori captive non sono tenuti a eseguire il SST purché non presentino una struttura di rischio complessa. La solvibilità necessaria in base al rischio viene determinata tramite un modello fattoriale basata sul rischio.

La vigilanza corrente sui riassicuratori comprende attività ricorrenti come la verifica della rendicontazione finanziaria annuale e delle transazioni delle imprese di riassicurazione. Tali verifiche, che si estendono per tutto il ciclo di vita di un'impresa, vanno dall'autorizzazione per l'esercizio dell'attività a tutte le possibili operazioni in fase di ampliamento o ristrutturazione di un'impresa come partecipazioni, finanziamenti, acquisizioni, fusioni, modifiche di organi, ecc. fino alla cessazione dell'attività, al piano di liquidazione e all'esonero dalla vigilanza. Uno strumento fondamentale è costituito dal piano di esercizio, spesso influenzato da questo tipo di operazioni. Le modifiche allo stesso sottostanno all'obbligo di comunicazione o di approvazione da parte dell'autorità di vigilanza.

Visto il carattere internazionale dell'attività di riassicurazione, non si può parlare di un mercato riassicurativo svizzero. In Svizzera il rischio puro ha sempre rappresentato una percentuale relativamente modesta dell'attività globale, e da tempo molti riassicuratori presentano un orientamento spiccatamente internazionale. La Confederazione elvetica è così diventata un'importante ubicazione per le società di riassicurazione.

L'attività di riassicurazione: contesto

Le prime vere e proprie società di riassicurazione apparvero a partire dalla metà dell'Ottocento. In seguito a diverse conseguenze finanziarie di grandi sinistri era infatti sorta la consapevolezza che le società di assicurazione diretta non disponevano di riserve e fondi propri sufficienti per affrontare le conseguenze finanziarie di tali danni. I riassicuratori professionali hanno contribuito in maniera significativa alla gestione dei grandi sinistri e in questo contesto la compensazione dei rischi da parte dei riassicuratori ha svolto un ruolo di primo piano.

Spesso gli assicuratori diretti presentano una certa concentrazione dei rischi, per esempio dal punto di vista geografico. Di frequente i riassicuratori dispongono di un portafoglio di rischio maggiormente diversificato. Con un contratto di riassicurazione, l'assicuratore diretto beneficia della diversificazione del rischio del riassicuratore. Le esperienze maturate nel recente passato hanno mostrato che i riassicuratori con rischi assicurativi ampiamente diversificati sono molto più preparati ad assorbire l'impatto finanziario derivante da grandi sinistri rispetto a quelli con un grado di diversificazione inferiore. Se un riassicuratore non intende farsi carico di tutta la sua quota di rischio, può cederne una una parte a uno o più riassicuratori (retrocessione).

La prestazione di mercato diretta dei riassicuratori consiste nel trasferimento e finanziamento dei rischi dell'assicuratore diretto, per il quale ciò rappresenta un mezzo teso a stabilizzare i risultati assicurativi e uno sgravio dei requisiti di capitale grazie a uno strumento finanziario molto flessibile. Inoltre, la riassicurazione consente agli assicuratori diretti di accedere al know-how del riassicuratore.

Oltre alle società di riassicurazione professionali esistono i cosiddetti riassicuratori captive, ovvero società di riassicurazione di proprietà di gruppi industriali e commerciali, che negli anni passati hanno assunto un'importanza via via crescente. I riassicuratori captive coprono i rischi assicurativi del gruppo a cui appartengono. I motivi che spingono alla fondazione di una captive sono molteplici: tra essi figurano per esempio una maggiore focalizzazione strategica sulla gestione del rischio e l'allocazione del capitale, la gestione unitaria dei rischi di assicurazione o la realizzazione di economie di scala.

Tipologie di riassicurazione

Le coperture di riassicurazione si suddividono in diverse categorie:

  • a seconda dei rischi oggetto della copertura riassicurativa: per riassicurazione facoltativa si intende la riassicurazione di un rischio singolo, mentre la riassicurazione obbligatoria (riassicurazione contrattuale) riassicura un intero portafoglio di rischi di assicurazione;
  • a seconda del tipo di copertura riassicurativa: nel caso della riassicurazione proporzionale, i premi e i danni vengono ripartiti tra l'assicuratore diretto e il riassicuratore secondo una quota predefinita nel contratto. Inoltre, con la provvigione di riassicurazione il riassicuratore indennizza l'assicuratore diretto per le spese amministrative. L'ammontare della provvigione varia anche in funzione di considerazioni di natura commerciale. Nel caso della riassicurazione non proporzionale, invece, non esiste una quota predefinita nel contratto per la ripartizione dei premi e dei danni tra l'assicuratore diretto e l'assicuratore. La suddivisione avviene secondo l'entità del danno, anche se nel contratto di riassicurazione viene stabilito a partire da quale grandezza e fino a che limite subentra l'obbligo di prestazione da parte del riassicuratore. La fissazione dei prezzi della copertura riassicurativa è sostanzialmente indipendente dalla fissazione dei prezzi dell'attività originale. Sia la riassicurazione proporzionale che quella non proporzionale si suddividono in ulteriori sottocategorie.
  • Oltre alle varianti tradizionali, esistono modalità alternative di riassicurazione tra cui ad esempio: canali di distribuzione alternativi (attività con captive), soluzioni alternative (coperture pluriennali, coperture speciali per il rischio di liquidazione ecc.) e strumenti alternativi di assunzione del rischio (ad esempio cartolarizzazione dei rischi di assicurazione).