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LIBOR: la FINMA conclude il procedimento contro UBS e confisca gli introiti illeciti

L'Autorità federale di vigilanza sui mercati finanziari FINMA conclude il procedimento avviato contro la UBS SA in merito alla comunicazione dei tassi d'interesse, in particolare il London Interbank Offered Rate (LIBOR). La FINMA constata che UBS ha commesso una grave violazione delle leggi svizzere sui mercati finanziari e dispone misure tese a migliorare i relativi processi. La FINMA ordina la confisca dei proventi a favore della Confederazione per un ammontare di CHF 59 milioni.

Dopo accurate inchieste preliminari la FINMA ha indagato, in un procedimento di enforcement, se UBS abbia violato il diritto svizzero in materia di vigilanza nella comunicazione dei tassi d'interesse in Svizzera o all’estero, di concerto e in stretta collaborazione con diverse autorità straniere. La FINMA ha concentrato il proprio procedimento nel periodo compreso tra il 2006 e il 2010, in particolare in tre ambiti:

  • influenza sulla comunicazione dei tassi d'interesse a vantaggio delle proprie posizioni di trading
  • direttive impartite sulla comunicazione dei tassi d'interesse per minimizzare l'impatto della crisi finanziaria sulla reputazione della banca
  • sistemi di controllo di UBS in rapporto con la comunicazione dei tassi d'interesse.

Casi gravi di intromissione per favorire le proprie posizioni di trading

Nel periodo oggetto dell'indagine, i trader di UBS hanno sollecitato i dipendenti della banca addetti alla comunicazione dei tassi perché definissero valori superiori o inferiori in numerosi casi. I trader cercavano così di influenzare la comunicazione in modo da favorire le posizioni di trading nel portafoglio di UBS. Inoltre perseguivano anche considerevoli interessi personali. È dimostrato che queste richieste venivano in gran parte accolte dai collaboratori responsabili delle comunicazioni del Libor a Zurigo e a Londra; solo in alcuni casi si hanno le prove di un rifiuto. Le richieste sono in prevalenza riconducibili a un singolo trader, che ha lavorato a Tokyo dal 2006 al 2009. Lo stesso trader ha interpellato anche dipendenti di banche terze e broker indipendenti per manipolare la comunicazione del Libor di banche terze.

Direttive inopportune durante la crisi dei mercati finanziari

Negli anni 2007 e 2008 alcuni membri di UBS con funzione di quadro hanno impartito direttive inopportune ai responsabili della comunicazione dei tassi d'interesse all'interno della banca. Lo scopo era di influenzare positivamente il giudizio sul merito creditizio di UBS.

Carenze nei sistemi di controllo

Notevoli carenze a livello di sistemi e meccanismi di controllo nella comunicazione del Libor all'interno di UBS hanno impedito la scoperta delle manipolazioni e una reazione adeguata da parte della banca. Le direttive interne, se esistevano, erano lacunose o non attuate puntualmente. I superiori hanno inoltre controllato il processo di comunicazione dei tassi in modo insufficiente. Infine, neppure le verifiche condotte dalla Compliance o dalla revisione interna hanno scoperto l'operato scorretto.

Procedimenti e misure della FINMA

Nell'operato scorretto descritto erano coinvolti numerosi collaboratori e un numero limitato di dirigenti. La FINMA non ha trovato conferme che l'allora top management di UBS fosse a conoscenza delle richieste improprie da parte dei trader o dell'intromissione nella comunicazione dei tassi per tutelare la reputazione dell'istituto.

La FINMA constata una grave violazione dei requisiti in materia di irreprensibilità e organizzazione da parte di UBS. Appellandosi alla propria competenza nella vigilanza consolidata del gruppo UBS, la FINMA impone alla banca una serie di misure volte a migliorare i processi e i controlli nella comunicazione dei tassi d'interesse. L'Autorità di vigilanza affiancherà UBS nell’attuazione concreta delle misure imposte. In questo ambito la banca ha già adottato numerosi provvedimenti a livello organizzativo e di personale. La FINMA dispone inoltre la confisca dei proventi a favore della Confederazione per un controvalore di CHF 59 milioni. La decisione della FINMA può essere impugnata presso il Tribunale amministrativo federale.

La responsabilità del procedimento e delle inchieste preliminari era del General Counsel della FINMA. Mark Branson, responsabile della divisione Banche, si è attenuto a stretto regime di astensione per tutta la durata della procedura in ragione della sua posizione di dirigente di UBS in Giappone negli anni 2006/2007. Non era informato sullo svolgimento dell'inchiesta prudenziale e non ha partecipato alle decisioni della FINMA in materia. La FINMA tiene pertanto conto della giurisprudenza del Tribunale federale, secondo cui occorre fugare sin d’ora ogni sospetto di parzialità.

Ulteriori procedimenti concernenti il Libor e altri tassi di riferimento

Parallelamente al procedimento avviato dalla FINMA, hanno svolto indagini anche la Financial Services Authority (FSA), sua omologa britannica, l'autorità americana di vigilanza sui mercati finanziari di merci Commodity Futures Trading Commission (CFTC) nonché il dipartimento di giustizia statunitense (DoJ). La FINMA ha scambiato informazioni con tutte le autorità estere tramite i canali di assistenza amministrativa istituiti.

Il Libor è il principale tasso di riferimento al mondo per diverse valute ed è gestito dalla British Bankers' Association (BBA). Gli utili o le perdite di alcuni prodotti su tassi dipendono dalle variazioni del Libor. Dal 2008, le banche che hanno partecipato alla determinazione del Libor e di altri tassi di riferimento, sono state accusate di alterazioni. Le autorità penali, di vigilanza e garanti della concorrenza di diversi Paesi stanno indagando contro oltre una dozzina di banche in rapporto a presunte manipolazioni dei tassi di riferimento.

Contatto
Tobias Lux, portavoce, tel. +41 (0)31 327 91 71, tobias.lux@finma.ch